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DESCRIPTION:SABATO 26 APRILE DALLE 17:00\n\nVia Fratelli Bandiera 19 o da V
	ia Caterina Sforza 5\, parco Verziere delle\nmonache\, di fronte al parche
	ggio dell'Ospedale Vecchio\n\nGUERRA CIVILE. BOLOGNA DAL PRIMO DOPOGUERRA 
	ALLA MARCIA SU ROMA\n\n1919 - 1922\n\nPresentazione del libro di Antonio S
	enta e Rodolfo Vittori edito da Zero in\nCondotta\, 2024\n\nQuesto libro r
	icostruisce in maniera analitica la situazione politica e sociale\ndi Bolo
	gna e provincia nei quattro anni dal 1919 al 1922. Districandosi in una\nm
	ole densissima di fatti\, gli autori rileggono una stagione centrale per l
	a\nstoria locale e italiana\, dal momento che la città e la provincia fels
	inea sono\ntra i luoghi dove è più radicato il movimento socialista e dove
	 poi si afferma\nviolentemente il fascismo\, ben prima della marcia su Rom
	a dell’ottobre 1922. Lo\nfanno tenendo conto della storiografia sul tema e
	 utilizzando in maniera\ncomparativa diverse fonti\, alcune delle quali in
	edite: carte di polizia\,\ngiudiziarie\, stampa periodica\, materiali prod
	otti dalle varie parti politiche.\nNe esce un quadro interpretativo con al
	cuni elementi di parziale novità\, tra cui\nl’emergere precoce del naziona
	lismo e il suo attivo procedere in senso\nantioperaio anticipando il primo
	 fascismo\, l’apporto dell’anarchismo nel fronte\nrivoluzionario e i tenta
	tivi\, deficitari ma esistenti\, di concretizzare\nun’insurrezione sociale
	\, la centralità della questione agraria\, i cui tecnicismi\nsono qui fina
	lmente districati\, le diverse dinamiche della provincia\, dalla\npianura 
	all’Appennino\, con tutte le loro specificità: Molinella\, Imola\, Budrio\
	,\nCastiglione dei Pepoli\, Vergato sono solo alcune delle località oggett
	o di\nestensive ricerche.\n\nAncora\, emerge prepotente il tema della viol
	enza fascista\, la cui portata\nqualitativa e quantitativa risulta ancora 
	maggiore di quanto messo in evidenza\ndalla storiografia precedente\, e ap
	pare chiara la compiacenza delle istituzioni\nliberali nei confronti dello
	 squadrismo\, in un quadro in cui le eccezioni\nconfermano una regola gene
	rale di tolleranza verso le camicie nere. Ne esce un\nlibro scientificamen
	te rigoroso\, uno strumento importante che offre al lettore\nuna bussola p
	er orientarsi nell’accavallarsi di fatti fondamentali per la\nsuccessiva s
	toria del nostro paese.\n\nInterverrà\n\nANTONIO SENTA\n\nArchivista all’I
	nternational Institute of Social History di Amsterdam e\nricercatore al Di
	partimento di studi umanistici dell’Università di Trieste. Da\nalcuni anni
	 insegna storia e filosofia nei licei. Dopo il suo primo libro con\nZero i
	n Condotta nel 2012\, ha pubblicato numerose monografie e curatele sulla\n
	storia dell’Otto-Novecento con una particolare attenzione alle correnti\nl
	ibertarie del movimento operaio.
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	strong></p><p>Via Fratelli Bandiera 19 o da Via Caterina Sforza 5, parco V
	erziere delle monache, di fronte al parcheggio dell'Ospedale Vecchio</p><p
	><strong>GUERRA CIVILE. BOLOGNA DAL PRIMO DOPOGUERRA ALLA MARCIA SU ROMA</
	strong></p><p><strong>1919 - 1922</strong></p><p>Presentazione del libro d
	i Antonio Senta e Rodolfo Vittori edito da Zero in Condotta, 2024</p><p>Qu
	esto libro ricostruisce in maniera analitica la situazione politica e soci
	ale di Bologna e provincia nei quattro anni dal 1919 al 1922. Districandos
	i in una mole densissima di fatti, gli autori rileggono una stagione centr
	ale per la storia locale e italiana, dal momento che la città e la provinc
	ia felsinea sono tra i luoghi dove è più radicato il movimento socialista 
	e dove poi si afferma violentemente il fascismo, ben prima della marcia su
	 Roma dell’ottobre 1922. Lo fanno tenendo conto della storiografia sul tem
	a e utilizzando in maniera comparativa diverse fonti, alcune delle quali i
	nedite: carte di polizia, giudiziarie, stampa periodica, materiali prodott
	i dalle varie parti politiche. Ne esce un quadro interpretativo con alcuni
	 elementi di parziale novità, tra cui l’emergere precoce del nazionalismo 
	e il suo attivo procedere in senso antioperaio anticipando il primo fascis
	mo, l’apporto dell’anarchismo nel fronte rivoluzionario e i tentativi, def
	icitari ma esistenti, di concretizzare un’insurrezione sociale, la central
	ità della questione agraria, i cui tecnicismi sono qui finalmente districa
	ti, le diverse dinamiche della provincia, dalla pianura all’Appennino, con
	 tutte le loro specificità: Molinella, Imola, Budrio, Castiglione dei Pepo
	li, Vergato sono solo alcune delle località oggetto di estensive ricerche.
	</p><p>Ancora, emerge prepotente il tema della violenza fascista, la cui p
	ortata qualitativa e quantitativa risulta ancora maggiore di quanto messo 
	in evidenza dalla storiografia precedente, e appare chiara la compiacenza 
	delle istituzioni liberali nei confronti dello squadrismo, in un quadro in
	 cui le eccezioni confermano una regola generale di tolleranza verso le ca
	micie nere. Ne esce un libro scientificamente rigoroso, uno strumento impo
	rtante che offre al lettore una bussola per orientarsi nell’accavallarsi d
	i fatti fondamentali per la successiva storia del nostro paese.</p><p>Inte
	rverrà</p><p><strong>ANTONIO SENTA</strong></p><p>Archivista all’Internati
	onal Institute of Social History di Amsterdam e ricercatore al Dipartiment
	o di studi umanistici dell’Università di Trieste. Da alcuni anni insegna s
	toria e filosofia nei licei. Dopo il suo primo libro con Zero in Condotta 
	nel 2012, ha pubblicato numerose monografie e curatele sulla storia dell’O
	tto-Novecento con una particolare attenzione alle correnti libertarie del 
	movimento operaio.</p>
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